Storia di una traduzione particolare

La Biblioteca Umanistica di Siena, in un post (link) sul suo account Instagram, riporta la collaborazione che alcune studentesse del Liceo Bottoni, insieme al prof. Niccolò Larghi, hanno intrapreso nel tradurre in lingua italiana una poesia ricevuta da Sama Shaheen, una giovane scrittrice palestinese di Gaza (nata nel 2010). 

Sama

Sama ha pubblicato la sua raccolta di racconti "Le pietre non piangono... ma hanno pianto a Gaza". Tra le sue opere più note ci sono le poesie "Red Everywhere", tradotta in inglese e recitata da Paloma Faith, e "Silent Bleeding", anch'essa tradotta e narrata da Alana Hadid. Condivide i suoi testi attraverso il suo account Instagram @sama.shahean.

Storia di viaggio di una poesia

"Sama ci ha inviato da Gaza una sua poesia in arabo.
Per non affidarla all'intelligenza artificiale, l'abbiamo inviata a Milano a una nostra amica che fa parte di un associazione di quartiere che si occupa di Palestina. Nel Liceo dello stesso quartiere sei alunne coetanee di Sama, con la supervisione del loro professore, hanno tradotto in italiano le sue parole che sono tornate a Siena e che condividiamo qui con piacere sui nostri social con la speranza che raggiungano più persone possibile. Ma la poesia non si è fermata; tradotta, sarà letta durante un evento del Liceo e dell’associazione in collegamento on-line con Gaza e la Cisgiordania.
Che le sue parole continuino a viaggiare e a incontrare persone che le ascoltino!"

،غرقى هي الكلمات
كخيام غزة، وتائهة بين الشفاه، كطفل مبتل لا يجد فرقًا بين خيمته والشارع، حائرة وكأنها بصدد نزوح، تعبت من ثقل المعاني كما
تعبت أمعاؤنا من ثق الخواء، وتمددت الحروف على رصيف الورقة، كما تمدد القهر في الفؤاد، مكسوة بالثلج ليالي ديسمبر، وعارية
خيامنا في ليالي غزة.
إشتاؤهم يحيي مشاعر دفينة: حنين، حب، واشتياق، وشتاؤنا يقيم! مأتم إنسانيتهم، ويشيع الحياة في عيون الأحياء
— سما شاهين.ل

Annegate sono le parole
come le tende di Gaza
e perse tra le labbra
come un bambino fradicio
che non distingue tra la sua tenda e la strada,
disorientate come se stessero per cadere
stanche per la pesantezza dei significati
come la fatica delle nostre viscere sotto il peso del vuoto.
Lettere si stendono sul margine del foglio
come l’oppressione si propaga nell’animo
coperte dalla neve nelle notti di dicembre
e scoperte le nostre tende nelle notti di Gaza,
il loro inverno fa rinascere sentimenti sepolti:
nostalgia, amore, desiderio
e il nostro inverno vive!
Il funerale della loro umanità,
sparge la vita negli occhi dei vivi.

Sama Shaheen

Traduzione di Rahma (1G), Rewaida (1H), Len (1E), Doha (1E), Marina (5A), Karolin (4A), alunne del Liceo Bottoni - Milano

Storia di una traduzione particolare

"La traduzione della poesia di Sama è nata direi con grande spontaneità, grazie all'impegno e alle capacità di sei studentesse del nostro liceo che conoscono la lingua araba e che si sono mostrate sensibili e disponibili.

Ci siamo trovati un pomeriggio nella biblioteca della scuola dopo le ore di lezione per avviare il lavoro tutti insieme; ho voluto sottolineare come la loro traduzione personale avrebbe avuto molto più valore di qualsiasi testo prodotto da intelligenze artificiali o traduttori automantici. Abbiamo proseguito in gruppi da due: ciascun gruppo ha provato a dare una prima bozza di traduzione della poesia. A questo punto abbiamo confrontato i testi prodotti soffermandoci su ogni singolo verso, su ogni singola parola. È stato molto bello assistere a uno scambio di opinioni e giudizi da parte delle ragazze circa le possibili rese lessicali, i significati connotativi, gli aspetti retorici, le diverse interpretazioni che il linguaggio della poesia può offrire al lettore riflettendo anche su ciò che inevitabilmente si "perde" in una traduzione. Il mio ruolo si è limitato a una supervisione, le alunne si sono subito messe in gioco, nonostante alcune di loro fossero di quarta e quinta e altre di prima. Il testo finale è quindi il risultato di un pomeriggio di condivisone e partecipazione, un testo poetico molto intenso che ci ha portato con grande forza emotiva tra le tende di Gaza."

Prof. Niccolò Larghi