Per le classi quinte...
Care studentesse e cari studenti, care ragazze e cari ragazzi delle classi quinte del “Piero Bottoni”, ci siamo.
Quel traguardo che per anni è sembrato un punto sfocato all’orizzonte è diventato il vostro presente.
Nei prossimi giorni varcherete la soglia della scuola non più per una normale giornata di lezione, ma per affrontare gli esami.
So bene che dentro di voi si muove un misto di ansia, trepidazione ed energia. È del tutto normale. L’esame di maturità non è solo una verifica di ciò che avete imparato, ma un vero e proprio rito di passaggio.
Avete scelto un percorso scientifico in un liceo che porta un nome importante. Piero Bottoni è stato un uomo che ha saputo coniugare la razionalità della scienza, dell’architettura e dell'urbanistica con una profonda passione civile e democratica, contribuendo a ricostruire il nostro Paese e la nostra Milano sulle macerie del fascismo e della guerra. Il suo lascito è l'idea che la conoscenza e la tecnica non debbano mai essere fini a se stesse, ma debbano sempre mettersi “al servizio della comunità, dell'uguaglianza e del progresso sociale”.
In questi cinque anni vi abbiamo chiesto molto: vi abbiamo chiesto di coltivare il dubbio, di amare il rigore del metodo scientifico, di non accontentarvi delle risposte semplici a problemi complessi. Ma, sopra ogni cosa, abbiamo cercato di trasmettervi l’idea che la cultura è lo strumento di emancipazione più potente che abbiamo. Studiare serve a essere liberi, a non farsi manipolare, a saper leggere il mondo con i propri occhi per poterlo, se necessario, cambiare.
La nostra Costituzione ci ricorda che la Repubblica deve "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale" che limitano la libertà e l'uguaglianza dei cittadini. La scuola pubblica è il motore di questa rimozione. Voi siete il risultato di questo sforzo collettivo.
L’esame che vi attende valuterà le vostre competenze, ma nessun voto potrà mai definire il vostro valore come persone.
Non lasciate che una cifra su un tabellone vi incaselli. Siete molto più della somma dei vostri voti: siete le vostre passioni, la vostra capacità di accogliere l'altro, la vostra sensibilità di fronte alle ingiustizie del mondo, la vostra solidarietà reciproca (che spero abbiate praticato anche in questi giorni di studio matto e disperatissimo).
Il mio augurio per i prossimi giorni è di affrontare le prove con la testa alta e il cuore aperto. Siate fieri del percorso che avete fatto, rivendicate le vostre idee con coraggio e argomentatele con il rigore che avete imparato tra queste mura.
Subito dopo, vi aspetta il mondo. Un mondo complesso, che attraversa transizioni ecologiche e digitali cruciali, e che ha un disperato bisogno della vostra intelligenza, della vostra freschezza e del vostro senso di giustizia. Costruite una società più equa, più inclusiva, dove i diritti di tutti siano tutelati e dove la scienza sia una bussola per il bene comune, non un privilegio per pochi.
Un grande, caloroso "in bocca al lupo" a tutti voi.
Con affetto e orgoglio,
La vostra Preside





