In memoria di Denise Cosco: per un’antimafia della responsabilità e della vicinanza

In queste ore la notizia della scomparsa di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, colpisce al cuore la nostra comunità scolastica e il nostro senso di giustizia. Denise se n’è andata a trentacinque anni, la stessa età in cui la ’ndrangheta uccise sua madre, a pochi passi dal nostro liceo, per punire il suo desiderio di libertà.  

Come educatori che ogni giorno lavorano con i giovani per costruire una cultura della legalità, non possiamo limitarci al cordoglio di maniera. Il ricordo, da solo, non salva le vite. La storia di Denise ci ricorda che la criminalità organizzata non colpisce soltanto con la violenza diretta, ma isola, avvelena le esistenze e lascia sulle spalle dei singoli il peso intollerabile di tragedie immani.


Ai nostri studenti e alle nostre studentesse diciamo sempre che l’antimafia si fa con la memoria, ma oggi questa tragedia ci impone una riflessione profonda sui nostri doveri:
 Superare la retorica: I simboli, i cortei e le celebrazioni servono ma non bastano se non si traducono in un supporto reale, concreto e continuo a chi sceglie la strada della giustizia.
La società civile e le istituzioni hanno il dovere di non lasciare soli i testimoni e i loro familiari, garantendo non solo protezione, ma la possibilità di una vita serena e di un'alternativa di pace vera.


L'impegno antimafia non è un evento da calendario, ma una postura quotidiana fatta di ascolto, vicinanza ed empatia verso chi soffre le conseguenze del soprassalto mafioso.
La comunità del nostro liceo si stringe nel dolore per questa immensa perdita. Che la terra le sia lieve e che possa riabbracciare sua madre. A noi resta il compito di trasformare questo dolore in un impegno educativo ancora più rigoroso, sincero e lontano da ogni ipocrisia.