Buon inizio a tutt*, dalla nostra Preside.

inizio anno 2026

24 agosto 2026


Alla comunità scolastica tutta:
Care studentesse e cari studenti,
Care docenti e cari docenti,
Cara DSGA,
Caro personale di segreteria 
Cari “bidelli” — passatemi questo termine antico, che uso con l'affetto profondo di chi sa che senza di voi questo palazzo di idee semplicemente non starebbe in piedi.
E a voi, care famiglie e cari genitori.
Oggi è il 24 agosto. La fine dell'estate è ancora lontana, ma per noi il motore della scuola pubblica si riaccende proprio qui, mentre i corridoi risuonano di quel silenzio pieno di attesa che precede ogni grande inizio.
Questo inizio, per me, ha un sapore del tutto particolare: è l'inizio del mio ultimo anno di servizio. È la mia ultima partenza da questa scrivania. Ma prima di guardare indietro a quello che è stato, voglio guardare esattamente davanti a me, a ciò che comincia oggi.
🔺A chi oggi affronta le prove di recupero
Oggi, 24 agosto, diversi ragazzi e ragazze varcano il portone per sostenere gli esami di sospensione del giudizio. A voi desidero rivolgere il mio primo pensiero.
Non vivete queste giornate come una condanna o come una colpa. La scuola pubblica statale non è un tribunale, non serve a selezionare o a timbrare le persone con un voto. È, e deve sempre essere, uno spazio di seconda possibilità. Un luogo dove se si cade, ci si rialza insieme. Venite qui a testa alta: questo esame non definisce chi siete, definisce solo quanta strada volete ancora fare. Noi siamo qui per accompagnarvi, non per ostacolarvi.
🔺A chi arriva in Prima
Un benvenuto speciale va a voi, ragazze e ragazzi delle future prime. State per entrare in una grande comunità democratica. La scuola superiore non è solo la somma di versioni di latino, equazioni o date storiche: è il luogo in cui dovrete imparare ad avere un pensiero critico, a non accettare le ingiustizie sociali come qualcosa di ineluttabile, a riconoscere l'altro come un pari, indipendentemente dalla sua provenienza, dal suo genere o dal suo ceto sociale.
Non abbiate paura di fare domande, di sbagliarvi, di dissentire garbatamente. Questa scuola è vostra.
🔺Ai genitori e alle famiglie
Un pensiero sincero va anche a voi, genitori. Il patto educativo di corresponsabilità che ci lega non deve essere una formalità burocratica, ma un’alleanza profonda.
Vi chiedo con il cuore in mano di non fare gli "avvocati difensori" dei vostri figli. La scuola non è una controparte da cui difenderli, né un’arena in cui negoziare voti o scorciatoie. Sbagliare un compito, prendere una nota o affrontare una frustrazione fa parte della crescita: togliere loro questi ostacoli significa privarli degli strumenti per diventare grandi. Il vostro compito più nobile non è sostituirvi a loro, ma accompagnarli verso l’autonomia, insegnando loro a prendersi la responsabilità delle proprie azioni e a fidarsi della scuola. Camminiamo dalla stessa parte.
🔺A chi fa funzionare la scuola ogni giorno
A voi, docenti, auguro di mantenere viva la passione per l'insegnamento come atto emancipatorio. Insegnare non è trasmettere nozioni, è fornire strumenti di libertà.
Un saluto colmo di stima e gratitudine va alla nostra DSGA. Spesso per molti questa sigla rimane un acronimo burocratico e distante, ma proviamo a comporlo insieme parola per parola, perché nasconde la spina dorsale della nostra istituzione:
 ✔️Direttore: perché serve la visione d'insieme e la fermezza di chi guida la rotta complessa della macchina scolastica;
 ✔️dei Servizi: perché al centro del suo lavoro c'è la dimensione etica del "servire" la comunità pubblica, garantendo il diritto allo studio e l'uguaglianza dei servizi;
 ✔️Generali e Amministrativi: perché tra bilanci, contratti, normative e fondi europei, è grazie a questa regia invisibile se un laboratorio può aprire, se una gita inclusiva diventa accessibile a tutti o se un progetto di recupero prende forma.
Senza la sua competenza e la sua sponda rigorosa ma umana, l'autonomia scolastica e la giustizia sociale rimarrebbero soltanto belle parole scritte sulla carta.
Al personale di segreteria, che lavora al suo fianco trasformando la burocrazia in un servizio umano e accessibile: grazie per la pazienza quotidiana.
Ai nostri "bidelli" — chiamiamoli pure con il loro nome storico e familiare, oltre la sigla ATA —, che con il vostro lavoro garantite decoro, accoglienza e sicurezza. Siete spesso i primi a raccogliere le confidenze degli studenti nei corridoi, i primi a regalare un sorriso a chi entra spaventato la mattina. La vostra dignità lavorativa è il pilastro invisibile di questo posto.

🔴 Un'esortazione per il nostro domani 🔴
“Frequento” la scuola da sessant’anni e ho sempre creduto, da studentessa, da insegnante, da preside, che la scuola sia il più potente strumento di eguaglianza che la nostra Costituzione ci abbia regalato. Ora che arrivo alla fine del mio percorso istituzionale, il testimone passa inevitabilmente nelle vostre mani.
Vi chiedo un impegno collettivo: fatevi tutti, nessuno escluso, garanti di questo modello di scuola.
📌Voi studenti, custodite la democrazia e l'inclusione pretendendo sempre rispetto e giustizia
📌 Voi genitori, sostenete l'indipendenza e la maturazione dei vostri figli con fiducia
📌 Voi docenti e personale amministrativo, difendete la laicità e la funzione emancipatrice della conoscenza
📌 Voi collaboratori scolastici, continuate ad essere il volto accogliente di questa comunità.
🔴 A tutti: non permettete mai che la nostra scuola diventi un luogo di merito punitivo o di solitudine.🔴
Rendiamo questo mio ultimo anno — e il vostro presente — un laboratorio vivente di democrazia, empatia, studio appassionato e solidarietà.
Buon lavoro, buon rientro e, soprattutto, buona crescita collettiva.


La vostra Preside